GONFIORE E DOLORE ALLE GAMBE IN GRAVIDANZA

03/04/2016

A partire dal sesto mese di gravidanza è comune, soprattutto alla sera, l'insorgenza di edema alle caviglie e piedi. Il fenomeno è causato dagli ormoni della gravidanza, i quali favoriscono il ristagno dei liquidi.

A questo fenomeno ormonale si aggiunge l'utero che aumentando in peso e volume comprime le vene del bacino e ostacola il ritorno del sangue al cuore.

Questo fenomeno di gonfiore a piedi e caviglie si manifesta con senso di pesantezza alle gambe e a volte si associa a formicolii al polpaccio, sintomatologia accentuata dal mantenimento prolungato della posizione eretta.

Questo meccanismo di insorgenza può portare alla comparsa delle vene varicose.

Il rimedio che si può attuare per prevenire questo disturbo è un'attività fisica costante: passeggiare, pedalare in bicicletta, nuotare. Inoltre è utile indossare calze a compressione graduata e dormine con i piedi leggermente rialzati, evitare cibi ricchi di sale e bere molta acqua.

Questi sono tutti rimedi che possono ridurre l'insorgenza del problema o ridurne l'entità.

Se il gonfiore si estende al viso (in particolar modo alle palpebre), agli arti superiori o l'insorgenza è presente già al mattino appena sveglie, bisogna avvertire subito il ginecologo di fiducia per escludere patologie della gravidanza ben più gravi quali una gestosi gravidica.

Anatomicamente il sistema venoso degli arti inferiori è composto da un circolo superficiale e uno profondo in comunicazione tra loro. Durante la marcia la "soletta del Lejar" (tessuto vascolare spugnoso composto da capillari molto piccoli, posto alla base del piede) spremuta dalla base d'appoggio da un lato e dalla base ossea dall'altro, agisce spingendo il sangue verso le vene della gamba. I muscoli delle gambe contraendosi comprimono le vene profonde costringendo il sangue a risalire.

Un aumento di peso progressivo con conseguente cambio posturale comporta dei sovraccarichi non solo al piede, ma anche a livello dell’articolazione del ginocchio e anca.

Per stimolare il reflusso del sangue venoso, vengono solitamente usate calze a elastocompressione, in alternativa o in aggiunta alle calze, si può utilizzare un plantare che:

  1. aumentI la superficie di contatto tra piede e suolo
  2. sia fatto da materiale viscoelastico

Il tacco ideale si situa intorno ai 2-3 cm. Quando una donna è in gravidanza, da una parte iL pancione accentua la lordosi fisiologica dall’altra il soprappeso rende le gambe più pesanti. Un tacco troppo alto (sopra i 3 cm) o troppo basso (sotto  1,5 cm) sbilancia ulteriormente l’architettura del corpo.

La soluzione di Podartis:

i plantari flebologici Podartis, grazie a una struttura appositamente studiata, permettono di creare un “effetto pompa” nel piede e migliorano in questo modo il drenaggio linfovenoso. (*)

Caratteristiche del plantare ed effetti sulla persona:
1. La volta, a elasticità ripetuta, lavora a ogni passo con effetto pompa su arterie e vene.
2. La barra favorisce il naturale flusso e deflusso attivando i punti di riflessologia relativi a cuore e polmoni.
3. Il rivestimento a memoria rapida aiuta la spremitura della soletta venosa di Lejars.
4. I cunei al retro piede stabilizzano e proteggono dai traumi in supinazione.

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