ALLUCE VALGO: QUALE RIABILITAZIONE POST CHIRURGIA?

13/05/2016

Prima di intraprendere un percorso riabilitativo post chirurgico, è opportuno che il paziente esegua una valutazione pre-operatoria da parte del terapista, in modo da migliorare le complicanze post operatorie e avere risultati a lungo termine. Durante la valutazione pre-operatoria il terapista deve stabilire il livello funzionale del paziente, valutando l’arco di movimento, la biomeccanica, articolare, la potenza muscolare, la deambulazione, la postura e l’equilibrio; inoltre la valutazione pre-operatoria permette al paziente di imparare a eseguire correttamente gli esercizi post operatori.

Dividiamo la riabilitativa post chirurgica in 3 fasi.

La prima:
fase di massima protezione, inizia il giorno successivo all’atto chirurgico. La protezione del tessuto operato è predominante, data la presenza del dolore e infiammazione tissutale verranno eseguiti dei movimenti passivi dell’articolazione della caviglia del ginocchio e dell’anca.
Uno dei principali obiettivi della riabilitazione in fase post acuta è minimizzare la risposta infiammatoria postoperatoria.

La seconda fase:
fase di moderata protezione, è la fase intermedia della riabilitazione, nella quale l’infiammazione è terminata, il dolore e la dolenzia sono minimi ed i tessuti sono in grado di sopportare livelli di stress gradualmente crescenti.
I punti chiave del trattamento in questa fase sono il rinforzo muscolare e il recupero sensomotorio mediante l’utilizzo di tavolette instabili, per riacquistare lo schema motorio del passo.

La terza fase:
fase di minima protezione, è la fase in cui il dolore è pressoché assente e si è ristabilita una buona mobilità articolare. Il terapista eseguirà dei movimenti completi della zona anatomica trattata chirurgicamente e di tutto il piede; esercizi propriocettivi e di rinforzo muscolare dei muscoli della gamba e piede.

In conclusione il trattamento riabilitativo post chirurgico dell’alluce valgo permette una più precoce risoluzione dell’edema, il rilassamento muscolare ed una migliore flessibilità dell’articolazione evitando così la rigidità articolare; inoltre la rieducazione alla deambulazione permette di eliminare gli atteggiamenti di compenso in supinazione (verso l’esterno) che il paziente ha adottato prima dell’intervento per cercare di limitare il dolore.

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